A me piacciono gli anfratti bui
delle osterie dormienti,
dove la gente culmina nell’eccesso del canto,
a me piacciono le cose bestemmiate e leggere,
e i calici di vino profondi,
dove la mente esulta,
livello di magico pensiero.
Troppo sciocco è piangere sopra un amore perduto
malvissuto e scostante,
meglio l’acre vapore del vino
indenne,
meglio l’ubriacatura del genio,
meglio sì meglio
l’indagine sorda delle scorrevolezze di vite;
io amo le osterie
che parlano il linguaggio sottile della lingua di Bacco,
e poi nelle osterie
ci sta il nome di Charles
scritto a caratteri d’oro
(A.Merini-Le osterie)
lo sai che ho sei dita nella mano sinistra?
RispondiEliminawowilpettingsaràdicertoorgasmico
RispondiEliminaL'osteria ha un modo tutto suo di essere, ma come quelle di una volta ce n'è sempre di meno. Io non le frequento, ma quando ci capito trovo sempre delle persone o cose o scene particolari. Spessissimo bestemmiate e leggere, daltronde vivo in friuli :)
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